Don't let me go. †

ALONE

vento-gelido:

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allafinedelgiornomitrovodasola:

Questa ammazza
Nuova notte che non prendo sonno, nuova canzone..
E la regola dice che se un uomo non ti chiama, è perché non vuole chiamarti. Se ti tratta come se non gliene fregasse un cazzo, è perché non gliene frega un cazzo. Se ti tradisce, è perché non gli piaci abbastanza”. Non esistono uomini spaventati, confusi, disillusi. Non esistono uomini tragicamente segnati dalle passate esperienze, bisognosi d’aiuto, bisognosi di tempo. Gli uomini si dividono in due categorie soltanto: Quelli che ti vogliono. E Quelli che non ti vogliono. Tutto il resto è una scusa. E Tu, Tu Donna, di mestiere fai l’avvocato, la commessa, la cameriera, l’insegnante, la casalinga, la commercialista, la modella, la ragioniera, l’attrice, la studentessa. Non la crocerossina. Quindi. Aspetta che sia lui a chiederti di uscire. Perché va bene la parità dei sessi, le quote rosa, e l’eguaglianza dei diritti. Ma i tempi non sono poi così cambiati. Gli uomini restano pur sempre dei cavernicoli, sia pure incravattati, e come tali adorano il sapore della conquista. Tieniti lontana dagli uomini sposati. Non lasceranno la moglie per te. Meno che mai lasceranno i figli per te. E non credere alla storia dell’amica della sorella di tua cugina, appena convolata a nozze con quello divorziato. Tu non sei l’eccezione. Tu sei la regola. Al bando quelli che ti costringono ad aspettare ore accanto ad un telefono che non suona. Non hanno perso il tuo numero. Non hanno investito un cane. Non hanno appena scoperto di avere un tumore alla prostata. Probabilmente sono al telefono con un’altra. Oppure sono gay. Fanculo quelli che non declinano i verbi al futuro. Non sono analfabeti. Semplicemente non vogliono impegnarsi. Perché non gli piaci abbastanza. Li riconosci facilmente. Girano con un cartello appeso al collo, e la scritta: “Ci stiamo frequentando”. Quando la senti, scappa. Non consumare le tue belle scarpe nuove (e neppure quelle vecchie) per correre dietro un uomo che non ti vuole. Usale, piuttosto, per prenderlo a calci in culo. Impara l’arte dell’essere donna. Impara l’arte di ottenere dagli uomini quello che desideri, non sbattendo i piedini, ma facendogli credere che siano stati loro a decidere. Impara a scegliere, invece che essere scelta.
Ricordo perfettamente la prima volta che iniziai a causarmi del male per cancellare altro male.
Ricordo come se fosse successo ieri, la prima volta che quell’indumento tagliente e liscio trafisse i miei polsi.
Era una splendida notte di febbraio. Il cielo era pieno di stelle splendenti, il cielo era quindi sereno, ma dentro di me c’era una tempesta infinita e nessuno ne era a conoscenza.
Controllai i messaggi sul mio cellulare, ne erano molti.. Ma nessuno diceva ‘buonanotte principe’, erano tutti insulti su insulti.
In particolare uno di quei messaggi attirò la mia attenzione, era il mio migliore amico.
‘Che bello, almeno qualcuno vuole darmi la buonanotte’ - pensai.
Mi scappò un sorriso, ero felice di ricevere un messaggio della buonanotte, uno di quelli capaci di cambiarti le giornate.
Aprii con una lacrima di felicità il suo contatto per visualizzare il messaggio. Il contenuto del messaggio era ‘fai schifo.’.
Il mio sorriso si spense subito, le mie lacrime di commozione diventarono di odio, avevo voglia di buttare il cellulare al vento. Non potevo crederci. Lui, il mio migliore amico, la persona la quale potevo contare, forse l’unica.. Ma mi aveva tradito. L’odio nei suoi confronti sprofondava e non faceva altro che aumentare la tempesta dentro di me. ‘Le tue critiche non mi interessano’-scrissi. Ma su, davvero lo pensavo? Ovvio che no. Mi sentivo triste, solo, deluso. Spensi il cellulare e andai di corsa in camera mia. Semplicemente mi odiavo. In quel momento avevo bisogno di qualcuno che mi sopportasse, qualcuno che ascoltasse le mie paure, le mie lacrime. Ma ormai erano andati tutti via, non mi era rimasto più nessuno. Ero in camera e sulla scrivania trovai per caso un temperino. Lo presi, lo ammirai, già sapevo cosa avrei voluto farci. Cercai per casa un cacciavite.. Ma nulla. Finché non mi ritrovai un coltello, lo presi e svitai la lametta del temperino. Andai in bagno e iniziai a incidere. Un taglio, due, tre.. Mi sentivo sempre meglio.. Era un dolore che cacciava altro dolore. Quella lametta, quell’oggetto trovato per caso sulla scrivania, è diventato il mio migliore amico.
Lui, la mia vita.
Pt.2

Lui, la mia vita.
Pt.2

Lui, la mia vita.

Lui, la mia vita.

Smiling at your text messages.
Sorridere ai tuoi messaggi.

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deryhana:

"Non fare mai innamorare una persona che non si innamora mai, ti amerebbe con tutte le sue forze.”
— D. Fables

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— D. Fables